Nel cuore di uno dei territori più iconici del vino mondiale, dove il Sangiovese trova la sua massima espressione, sorge Tenuta San Giorgio. Siamo a Castelnuovo dell’Abate, nel versante sud-est del comune di Montalcino. Qui i vigneti si arrampicano sulle ripide colline a circa 400 metri di altitudine, affacciandosi come una terrazza naturale sulla Val d’Orcia e guardando dritti verso le vette del Monte Amiata. Fondata nel 1982, la Tenuta ha vissuto una svolta fondamentale nel 2016, quando è entrata a far parte del gruppo ColleMassari di Claudio Tipa. Questa acquisizione non è stata solo un passaggio di proprietà, ma l’incontro tra una realtà storica e una filosofia produttiva che mette al centro l'eleganza e la sostenibilità. Oggi Tenuta San Giorgio è una cantina che ha scelto la strada della certificazione biologica (ottenuta ufficialmente nel 2019), mossa dalla convinzione che un grande Brunello non possa prescindere dalla salute della terra che lo genera. Ciò che rende speciali i vini della Tenuta è la straordinaria varietà dei suoi terreni. Dei 142 ettari totali della proprietà, solo 28 sono dedicati alla vigna, mentre tutto il resto è bosco e oliveto: un polmone di biodiversità che protegge i filari e regola il microclima. In cantina, la parola d’ordine è evitare le forzature moderne per tornare alla tradizione più pura. Per questo le fermentazioni avvengono lentamente in vasche di cemento e l’affinamento prosegue per anni in botti grandi di rovere di Slavonia. Un approccio che richiede pazienza ma che permette al legno di accompagnare il vino senza mai sovrastarlo, preservando il profumo di marasca, tabacco e spezie tipico del Sangiovese.
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